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I paesi produttori - Giappone

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In Giappone si produce solo tè verde (84.000 tonnellate nel 2003*) che viene in gran parte assorbito dal mercato interno. Il tè viene coltivato in cespugli bassi, modellati per assomigliare a delle morbide onde che rendono i giardini assolutamente splendidi da vedere.

La varietà più pregiata, tra quelle coltivate in Giappone, si chiama Gyokuro ed è coltivata nel dipartimento di Uji, la stessa provincia dove venne avviata la coltivazione nel XIII secolo. Prodotto con le foglie raccolte in piantagioni selezionate e una sola volta nel corso dell'anno, la caratteristica di questo tè è dovuta alla ricchezza di clorofilla delle foglie che viene favorita dalla copertura delle piante nel periodo precedente al raccolto che filtra circa il 90% dei raggi solari.

Altro tè importante è il Matcha, il tè in polvere che si usa nel Cha-no-yu, la cerimonia del tè e che è prodotto con le foglie del Gyokuro ridotte in polvere finissima con mole di pietra. Viene preparato battendolo in una ciotola larga e con poca acqua calda creando proprio quella "schiuma di giada" che da il nome al tè.

Il Sencha è uno dei tè più diffusi e consumati, alcune varietà sono molto pregiate e costose perché prodotte con le foglie migliori e più tenere delle piante torrefatte a vapore e poi lavorate fino a somigliare a piccoli aghi.

Il Bancha è prodotto le foglie più grosse e dure della pianta a cui sono aggiunti spesso anche i rametti, costituisce la maggior parte della produzione giapponese ed consumato al naturale, o tostato e venduto con il nome di Hojicha (o Houjicha), trovandosi facilmente anche in Italia nei supermercati, negozi di alimentari o farmacie.

In ultimo merita una menzione il Genmaicha, prodotto sempre con il Bancha a cui però sono aggiunti riso e grano soffiato che danno all'infuso un sapore molto caratteristico e indicato per la colazione. Anche quest'ultimo è molto diffuso nei negozi specializzati.

Da ricordare poi le splendide teiere in ghisa originarie della regione di Iwate e che i giapponesi lasciano leggermente ossidare per garantirsi un ulteriore apporto di ferro.

 


*Fonte: Calendario Atlante De Agostini 2005

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Un po' di storia

Il tè arriva in Giappone portato da alcuni monaci buddisti provenienti dalla Cina, entusiasti della sua capacità di mantenere vigile durante la meditazione. Siamo nel VII secolo e la diffusione nella società nipponica è inizialmente molto lenta e riservata prevalentemente ai monaci.
Solo a partire dal XIII sec. inizia la coltivazione e bisognerà attendere altri III secoli per avere le prime regole codificate del Cha No Yu, la cerimonia del tè celebre in tutto il mondo.

I tè giapponesi
 



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