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KENYA

Ex colonia britannica, le prime piantagioni di tè in Kenya risalgono ai primi anni del secolo scorso.
A partire dagli anni '50, con la costituzione del Tea Board of Kenya, il tè diventa una delle voci principali nell'economia keniota tanto che oggi da' lavoro a oltre 250.000 addetti. Con una produzione di 220.000 tonnellate nel '99 il Kenya è al quarto posto tra i paesi produttori.
In Kenya si produce tè nero di ottima qualità soprattutto a quote superiori ai 1000 m. nella zona detta Highlands. Si tratta di tè generalmente CTC, ma anche di tipo ortodosso e simili nel gusto ai tè dell'Assam.
Le raccolte principali vanno da fine Gennaio ai primi di Febbraio e nel mese di Luglio. Il giardino più famoso è sicuramente Marinyn.

CAMERUN

I primi a coltivare il tè in Camerun furono i tedeschi, che nel 1914 avviarono piantagioni nella zona di Tole, ai piedi del Monte Camerun.
Si tratta di una zona indicatissima per il tè: 600 m. di altezza, temperature tra i 19° e i 28° e umidità elevata.
Negli anni successivi la produzione si mantenne discontinua e solo nel 1957 si è estesa anche all'altra provincia di Ndu, dove il tè viene coltivata ad altezze elevate (2100 metri). Oggi il Camerun produce oltre 4.500 tonnellate di tè l'anno.

MALAWI

Secondo produttore africano di tè con 43.000 tonnellate nel 99, il Malawi solo recentemente ha superato le difficoltà seguite alla siccità del 1992.
Produce tè di qualità non eccelsa che viene usato soprattutto nelle miscele.

SUD AFRICA

Il tè Zulu è certamente il più conosciuto, anche all'estero, tra quelli prodotti in Sud Africa.
Deriva da semi importati dall'Assam che ben si ambientarono nella regione a partire dall'introduzione nella seconda metà dell'ottocento.
Oggi gran parte della produzione viene destinata al consumo interno e solo il tè Zulu ha trovato sbocco suimercati europei.
Ben più famoso è però il Rooibosch (o Rooibos o Tè Rosso) ricavato dalle foglie di Aspalathus Linoaris, che ha gusto identico a quello del tè ed è naturalmente privo di teina e ricco di vitamina C.

TANZANIA

Anche in Tanzania, così come in Camerun, sono stati i colonizzatori tedeschi ad avviare le prime piantagioni di tè. Oggi le zone più importanti sono Rungwa, Mufindi, Njombe, Usambara e Kagera. Grandi difficoltà anche per la Tanzania che però produce 25.000 tonnellate l'anno ed è tra i primi produttori nel mondo.

UGANDA

Dopo un inizio promettente, la coltura del tè in Uganda ha dovuto affrontare varie difficoltà generate dalla instabilità politica delgi anni 70/80 che ne hanno condizionato lo sviluppo e di conseguenza anche la qualità. Oggi il settore è in ripresa e si ritrovano tè Ugandesi anche sul mercato europeo (vedi il Mityana).

RUANDA

Nata negli anni '50, l'industria del tè in Ruanda venne inzialmente finanziata dall CEE.
Suolo fertile e umidità elevata rendevano questo stato ideale per la coltivazione del tè ed infatti questo prosperò fino all'avvento della guerra civile negli anni 80.
Da qualche anno però la produzione è ripresa a ritmi promettenti.
Da segnalare il Tè Kitabi.

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Il Tè Rosso
Roiboos

Il Roiboos, molto in auge negli ultimi anni perché è totalmente privo di teina e ricco di vitamina C, in realtà non è un tè vero e proprio.
Il gusto è molto simile e lo si può bere anche con il latte, ma non appartiene alla famiglia delle Cammelie.
Si tratta di un arbusto del Sud Africa (Aspalathus linoaris) che produce un'infusione rossa e ricca di sali minerali (un po come il Karkadé).
Viene venduto sia sfuso presso negozi specializzati, sia in bustine come gli altri tè.

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